Anticamente a Tornata esistevano due chiese, intitolate rispettivamente a Sant’Ambrogio (che era la chiesa madre, ubicata fuori dal centro abitato, sulla strada per Romprezzagno, quindi scomoda per i fedeli; demolita nel XIX secolo) e a Sant’Antonio abate, sorta come oratorio privato di casa Sommi, poi ceduta alla nobile famiglia Ripari, che fu eretta a parrocchiale nel 1675.
La chiesa di Sant’Antonio aggiunse l’intitolazione di Sant’Ambrogio vescovo nel 1805 quando vi fu traslato l’affresco della Madonna delle Grazie.
La facciata a capanna della chiesa, rivolta a nordovest, di chiaro gusto romanico lombardo, rivestita in mattoni a faccia vista e coronata da tre pinnacoli, è scandita da due grosse paraste laterali e presenta due finestre a tutto sesto e il rosone.
L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano due cappelle per ogni lato.
Le decorazioni pittoriche sono opera del restauratore e decoratore Silvio Lanfredini (1992) che sostituì la precedente tinteggiatura color avorio antico risalente al 1960 del pittore Palmiro Vezzosi.
Lungo tutte le pareti dell’edificio sacro si trovano antiche stampe della Via Crucis risalenti alla fine del 1700, inizio 1800.
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